domenica 6 gennaio 2008

Cous Cous - il film

Grande attesa, sta per uscire Cous Cous, nelle sale dall'11 gennaio. Non me lo perderò, c'è il cous cous, la comunità immigrata di seconda generazione e la danza. Non posso chiedere di più. Le mie amiche danzatrici hanno scovato già informazioni, video e articoli. Il video con l'intervista alla protagonista, non senza alcuni pezzi di danza, lo posto qui; invece l'articolo tratto da Il Giornale, non lo posto. Se volete leggerlo andate cliccate qui ma a me non è piaciuto per niente. Ha un tono che non mi piace, mi ha dato l'impressione di guardare il film dall'alto in basso, con un tono di giudizio che devo ammettere mi ha un pò infastidita.

Così mi sono cercata un'altro articolo, e lo posto qui per intero dal sito della Rai

Roma, 3 gennaio 2008

"La vita oltre il cinema". E' questa la parola d'ordine di Abdellatif Kechiche, che porta in sala Cous cous (titolo originale La graine et le mulet), Gran premio della giuria e premio miglior attrice rivelazione ad Hafsia Herzi all'ultima Mostra del Cinema di Venezia. Dopo Tutta colpa di Voltaire (esordio al Lido, Settimana della Critica, nel 2000) e La schivata, e' l'opera terza del regista francese, distribuita da Lucky Red dall'11 gennaio in 30 copie, di cui almeno tre in versione originale sottotitolata. Straordinario successo in Francia (Prix Louis Delluc, grande favorito ai prossimi César e copie lievitate da 90 a 150 dopo tre settimane di programmazione), considerato da pubblico e critica il vincitore morale della Mostra, Cous cous nasce dalla volontà di "parlare del milieu mediterraneo, di una famiglia francese di origine araba per la quale sento una grande affinita'. Ho cercato - dice Kechiche - una rappresentazione autentica del quotidiano della comunita', senza far scattare i cliche', evitando di ricorrere alla spettacolarizzazione o ai fatti di cronaca: ho cercato il miracolo della vita sul set".

"Ho conferito - prosegue il regista - a questa famiglia il diritto a una dimensione romanzesca e contemplativa, mostrando quello che piu' mi tocca: la vita al di sopra dell'artificio cinematografico: al di la' del piacere di filmare, credo sia questa la mia cifra cinematografica. Il cous cous e' come la pizza o la pasta per voi italiani: qualcosa che i personaggi possono condividere, una dimensione identitaria di solidarieta' e unione". Per quanto riguarda la realizzazione del film, Kechiche dice: "Ho avuto bisogno di provare a lungo - la mia formazione e' teatrale - affinche' gli attori si sentissero davvero una famiglia. Per creare la giusta atmosfera fondamentale e' stata la musica: la vita era li', e ho cercato di coglierla. Ma mi imbarazza parlare di improvvisazione, preferisco piuttosto definirla liberta', quella che permette agli attori di appropriarsi del testo e del personaggio, sentendosi parte di una grande famiglia e perdendo le inibizioni".

Una "energia vitale" che emana da attori non professionisti, chiamati a interpretare personaggi distanti dalle loro reali attivita': a intraprendere la carriera d'attore e' stata solo la splendida Hafsia Herzi, che nel film veste i panni della figlia acquisita del protagonista Slimane (Habib Boufares), operaio navale che sogna di aprire un ristorante di cous-cous. "Ero cosi' contenta di essere stata presa per questa parte - dice la Herzi - che anche dover ingrassare di 15 chili non e' stato un problema". "Per me - aggiunge l'attrice - e' importante perdermi completamente nel personaggio, dimenticare me stessa per entrare in lui". "E' la tecnica dell'attore istintivo - ribatte Kechiche - peculiare a tanti interpreti italiani come la Magnani, capaci di portare sullo schermo il mistero incomprensibile della vita".

Anche per questa irrefutabile dichiarazione d'amore al cinema italiano, il mancato Leone d'Oro e' ancora una ferita che brucia al regista: "Una delusione che non dimentichero' mai, mi sento figlio di Venezia e la ritenevo la vetrina piu' adatta per questo film". Dedicato al padre del regista e a due attori, tutti e tre scomparsi durante le riprese ("Dopo la morte dell'attore protagonista, fu proprio mio padre a suggerirmi di rimpiazzarlo con Boufares, che definiva "uomo di fiducia""), Cous cous potrebbe essere seguito da "un film in costume ambientato nel XVII secolo: ho voglia di rottura, ma e' un progetto molto costoso e devo trovare i finanziamenti", conclude Kechiche.


5 commenti:

Vale ha detto...

Ci si va assieme, vero???????

Francesca ha detto...

ahh! sìsì, david mi ha detto che viene a vederlo, se convinci anche maurizio facciamo una bella spedizione! anche fede vorrebbe vederlo! dai, forse riusciamo a fare un gruppetto! :D
silviaaaaaa?? tu che fai??

baci

leila ha detto...

ciao
sono leila,

il tuo blog è bellissimo..grazie a te ho provato a crearne uno mio ma capisco molto..mi puoi spiegare??
come funziona??

grazie a te ho anche scoperto del film che uscirà venerdi e che andrò a vedere..

a presto

io navigo spesso sul sito del Taus..

Francesca ha detto...

ciao leila!
è bello leggerti qui! :)

io navigo su praticamente "tutti" i siti dedicati alla danza orientale, è la mia passione!
verrò a trovarti sul tuo blog! :)

vedrai, con un pò di pazienza ti divertirai un sacco a scrivere e inserire contenuti, poi se hai bisogno di aiuto fammi sapere! :)
baci

Nina ha detto...

Sììì certo che vengo anch'io!!!E' un film che avevo già adocchiato da Venezia se ritrovo il post sul blog lo rimetto in evidenza perchè mi sa che ne avevo trovato pure un altro simile di film sull'egitto però vabbè non mi ricordo bene, urge rispolverata postiana...ma per un cous cous ci sono sempre, il mitico gruppetto Fede,Vale, Francy e Nina...!!!

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