Visualizzazione post con etichetta vita. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vita. Mostra tutti i post

domenica 7 luglio 2013

E' nato Samuele e tutto è cambiato

Noi due. Frà Mamma e Samuele. La foto l'ha fatta papà David.

Quando mio figlio mi chiederà "mamma che è successo quando sono nato?" gli farò leggere questo post.
Non vi racconterò il travaglio, per carità del cielo! Ci sono cose di cui nessuno dovrebbe mai parlare e cose che mai nessun marito dovrebbe vedere, vi racconterò piuttosto perchè è passato così tanto tempo dall'ultimo post su questo blog.

Oggi che fa caldo e fuori è nuvolo, che l'aria condizionata appena installata finalmente ha una ragione di esistere e Samuele se la dorme sereno in camera sua con marito-papà che converte le foto (fatte a Samuele ovviamente), è arrivato il momento di tornare anche qui.

E' nato Samuele e sono rinata anche io, non che prima non stessi bene, anzi! Io stavo benissimo. Avevo un lavoro che mi piaceva tanto, un contratto a tempo determinato che mi regalava anche la tredicesima e che mi faceva pensare che forse era davvero possibile fare il lavoro che ti piace con un buon contratto. Andavo a danza, ed ero diventata una fantastica 42. Solo che volevamo un bambino, lo volevamo tanto!

Così a un certo punto è arrivato, e tutto è cambiato. Abbiamo cambiato casa, ci siamo comprati una macchina nuova e io sono rimasta senza lavoro, per la prima volta da circa 14 anni (da quando ho iniziato a lavorare). Questa è la cosa che più mi ha sconvolta se devo dirla tutta. A sei mesi di gravidanza era davvero difficile pensare a un rinnovo del contratto di lavoro. Infatti, il lavoro è andato, con tanti saluti da parte dell'azienda.

la mia pancia a 32 settimane. La foto l'ha fatta papà David.
E pensare che devo anche essere felice della mia posizione, perchè io almeno la copertura assicurativa in gravidanza, le ferie pagate e il tfr ce li ho avuti, ci sono ragazze che stavano e stanno nella mia situazione che non hanno avuto niente. Quindi, grazie Nozzeclick! E' stato bello finchè è durato. :-)

Samuele. La foto l'ha fatta papà David.
Il 3 aprile è nato Samuele e la "Frà persona" è partita, e ha lasciato qui la "Frà mamma". La nuova vita è piuttosto intensa ma ammetto che è più difficile convivere con la mia nuova taglia che con un neonato! Mi aspettavo cose che voi umani non potete nemmeno immaginare, invece dopo il primo mese utile per fare conoscenza, noi tre siamo diventati una bella squadra.

Il mio terrore più grande era che David fosse colpito dalla depressione post parto dei papà, ne parla questo papà sul blog Mo te lo spiego a papà (ma non ho trovato il post, se lo trovo aggiorno il link). Era il mio incubo, il pensiero che non volesse tornare a casa perchè io ero diventata una pazza e Samuele un demonio.

Sembra che al momento il marito-papà "regga botta" e da come dice sembra che io non sia diventata ancora una psicopatica. Certo, per una abituata a stare in casa solo dopo le 20.00 la vita da casalinga è una gabbia, ma al momento la mia quotidianità è talmente scandita (ogni tre ore) che il pensiero di andarmi a fare un aperitivo con le amiche (quasi tutte neomamme pure loro) o uno stage di danza non mi sfiora minimamente .
Tanto adesso sono in quella fase in cui andare al supermercato senza figlio al seguito è un mezzo trauma, ma confido nel tempo, guardo le mamme di bimbi sui 6 mesi che cercano sfoghi e libertà e penso "presto pure io cercherò qualcuno a cui mollare il mio piccoletto", ma al momento mi godo questa fase simbiotica che mi piace tanto.

Bene, il punto qual'era? Perchè ci ho messo tanto a tornare a scrivere qui? Ecco, ci ho messo tanto perchè ho dovuto metabolizzare la nuova condizione di disoccupata, ho cambiato casa e ho partorito. Ma ora sono tornata. :-)

A presto,
Frà



domenica 23 dicembre 2012

Una nuova vita in 48 ore

La nostra ultima foto a casetta. Noi e la nostra vita impacchettata.

Continuo a ripetermi questa frase in testa "la vita mi è cambiata in 48 ore" anche se in realtà la vita ha iniziato a cambiarmi sotto già ad agosto, solo che in quelle 48 ore tutto sembra essersi concretizzato e lo spavento ha preso il sopravvento.

Si cambia casa, si cambia vita. Dopo quattro anni e mezzo abbiamo detto addio alla nostra prima casa, a quelle quattro mura e un mega terrazzo dove tutti i nostri sogni hanno preso forma, i nostri progetti sono stati immaginati, pianificati e in alcuni casi concretizzati.

Nuove esigenze, nuova vita. Tutto condito da una dose molto forte di incoscienza mista a speranza e da una bella manciata di sfortuna, come una buona amica ci accompagna sempre per complicare le cose. Perchè se non sono difficili, a noi le cose non ci piacciono.

Dunque abbiamo salutato la nostra prima casa, dove abbiamo deciso di sposarci e dove abbiamo deciso di mettere su famiglia. Dove abbiamo progettato la nostra vita e dove abbiamo iniziato a vivere come famiglia.

Staremo mica diventando grandi? Io comunque i miei peluches li ho inscatolati tra le cose fragili, così per non perdere quello spirito di "cameretta" che ha sempre avuto la nostra prima casetta e che almeno in parte deve avere anche questa nostra nuova casa.

Tutto è iniziato così, con la prima scatola di cartone che ovviamente abbiamo rimediato. Già, complici i commercianti della zona, in particolare il casalinghi cinese e il fruttivendolo indiano, abbiamo preso le scatole di pasta, biscotti e detersivi per il nostro trasloco, risparmiando un bel pò di soldi. La prima fase dell'inscatolamento è stata condita anche da una buona dose di "rivediamoci i libri che ci siamo letti", che ha notevolmente rallentato il tutto... ma ci voleva! <3 p="p">
La prima scatola. I libri sono i nostri gioielli più preziosi, la prima cosa da mettere al sicuro.
A metà weekend di inscatolamento eravamo in queste condizioni. Ma anche Marito è prezioso, meglio avvolgerlo con il pluriball prima di metterlo via! ;-)

Il primo weekend di inscatolamento si conclude così...
Alla fine, tra una scatola e un'altra, ma soprattutto dopo tante notti insonni la casa si è lentamente o velocemente (non saprei in realtà) svuotata. Ultimo ad uscire di casa il mio candelabro per la danza del ventre, oggetto tanto desiderato e mai usato. "Lo vendo oppure no?!" questa è stata la domanda che mi sono posta durante tutti quei giorni, eppure avevo altro a cui pensare... mha, la testa a volte non si sa dove va. Comunque alla fine non l'ho venduto, troneggia sulla libreria anche a casa nuova...

Il vuoto e il candelabro.

Il passaggio non è stato indolore, anzi. Per fortuna gli amici hanno reso tutto più leggero, nel vero senso della parola, dal momento che ci hanno aiutato a fare il trasloco caricandosi scatole di libri pesantissimi, mobili vuoti e pieni, televisore e computer. Hanno smontato e rimontato, incartato e scartato, mentre mi aiutavano ad asciugare qualche lacrimuccia. Anita, Fabio, Chiara e Giovanni sono stati eccezionali, il loro aiuto e supporto mi ha commosso. Per non parlare delle nostre famiglie, i miei genitori hanno fatto di tutto per starci vicini ed aiutarci.

i nostri amici! <3 td="td">
E poi è arrivata l'ultima notte a casa. Sabato 1 dicembre abbiamo dormito per l'ultima volta nella nostra prima casa, ma prima di andare a dormire, abbiamo fatto le valige e abbiamo salutato anche Cindy.

Marito contempla per l'ultima volta anche Cindy. La serata degli addii.
Domenica 2 dicembre ho avuto qualche difficoltà a lasciare la casetta. Lo ammetto. Mi sono seduta sul divano e ho aspettato che il tempo passasse, guardando fuori dalla finestra, quella finestra da dove abbiamo origliato i ragazzini adolescenti litigare con i genitori, il boxer e la russa litigare, gli infermieri del gemelli fare colazione ad ogni ora. La finestra dalla quale abbiamo guardato la gatta di quelli di fronte, Giulietta (per noi) amoreggiare con Grigetto e Neretto. Insomma, la nostra finestra. Mi sono messa lì, zitta e buona e ho aspettato. Poi è arrivato il momento anche per me di andare, e ho pianto.



Tra una lacrima e l'altra, però, sono arrivata a casa nuova, dove c'erano tutti ad aspettarci per festeggiare l'inizio di una nuova vita. E così abbiamo fatto. Davi ha stappato la bottiglia che aspettavamo di aprire per un'occasione speciale e abbiamo mangiato e riso con le nostre famiglie e i nostri amici. E tutto è ricominciato.

a casa nuova.

Ma i cambiamenti non sono tutti qui, ce ne sono tanti altri, ma questa è un'altra storia.
Baci
Fra'

lunedì 18 giugno 2012

Una mela, il guinzaglio e la felicità. Ciao Dotty

Io e Dorotea.

Mi si è rotto il cuore. Sì, il mio cuore, quello della mia vita prima di vivere con Davi si è rotto, come una tazzina di ceramica si è frantumato per terra.

Dorotea, la cucciola che doveva fare compagnia ad Haxel, quella che per la paura si era nascosta nel sottotetto del terrazzo e entrava in una mano, se ne è andata. Dopo 15 anni è andata via per sempre. Non è solo la morte del mio cane, è la chiusura di un cerchio, la fine di un periodo lungo tanti anni e pieno di cose, case, luoghi e parchi.

Dorotea, si doveva chiamare Domitilla, perchè io avevo visto il film "L'Albero delle Pere" di Francesca Archibugi e pensavo che il nome della bimbetta fosse perfetto per lei, una cagnetta tutta nera con la pancia bianca e un musetto antipatico e vispo.

Doroty e la sua mela, e io e Dotty

Dorotea

Ci ha messo più di un mese per farsi accettare da Haxel, il padrone incontrastato della casa, ma poi l'ha conquistato e si faceva coccolare strofinando il muso nel suo collo. Lui per risposta si sdraiava tutto e ringhiava... con poca convinzione, e poi si prendeva tutti i morsetti sul collo.

Il divano era diventato il loro posto preferito, nonostante il giardino, e poi quando Haxel se ne è andato, con lei la nostra vita è cambiata ancora.
Nuova casa, nuove abitudini e "il parco degli amici cani", dove il sabato mattina andavamo io e lei a passeggiare e giocare con gli altri cani.

E' riuscita a conquistare anche Davi... osso duro! <3

In realtà ci giocavo più io con gli altri cani, a Doroty piaceva stare vicino a me, passeggiare passo passo, non più di quattro passi più avanti, poi si girava per controllare che fossi ancora lì e ritornava indietro. E se mi fermavo a leggere, lei si sdraiava lì vicino, perchè ai cani serve spazio, sì il minimo indispensabile per stare vicino al proprio padrone.

Doroty se ne è andata, e il giardino di Preci senza di lei non sarà più lo stesso, sotto l'albero delle mele non sentirò più i suoi dentini sbattere per farsi tirare un mela. Un continuo di stacca e tira mele, e poi quando si stancava, si sdraiava e si mangiava la meletta verde.

Io, Dotty e il guinzaglio! <3

Ora, non ci sono più cani nella mia vita e un forte dolore per la perdita della mia Dotty.

Doroty e Haxel, i miei cani.

sabato 11 dicembre 2010

Natale 2010, il nostro terzo natale a casa

Stasera non ci sono progetti, non ci sono lavori extra e nemmeno recuperi di lavoro perso.
Dopo una lezione privata molto interessante, recupero il ritardo e pubblico questo post dedicato al mio natale!

Ogni anno la nostra casetta diventa sempre più bella, tutta natalizia, ricca di luci e di decorazioni colorate! Perchè il natale a casa nostra è una festa di bambini, un parco giochi di colori, calze della befana e luci, decorazioni di ogni tipo e gelatine colorate sullo specchio.

Il mio orgoglio è l'albero di natale. Il nostro albero di natale è coloratissimo, grande (rispetto alla dimensione della nostra casa) e ricco di luci, palline di ogni tipo e festoni colorati.

Il nostro albero di natale, bello vero? tutto colorato!

le new entry di quest'anno: le palle con il cuore di Ikea, i cupcakes, orso e renna, campanello bianco (funzionante) e la palla piumata relegata in fondo...
Cercare l'eleganza nel natale è un controsenso secondo me, il natale è bello perchè è una festa per bambini, dove tutto è per loro, tutto è tanto e troppo, colorato e luminoso.

Le luci tenda della nostra finestra, Silverio con il cappello di babbo natale, Beatrix che non apprezza molto l'alberello di natale e il nostro albero bellissimo!
Quest'anno grande new entry: il Presepe completo! La Sacra Famiglia al completo senza bue e asinello. La linea delle statuette così arrotondate è di OVS, e da come dicono le tipe di OVS pare che ci siano anche bue e asinello ma noi non li abbiamo trovati... allora, ecco che la nostra pecora inglese ha sostituito perfettamente i due assenti, e una capanna meravigliosamente minuscola (come la nostra casetta) li accoglie sopra al nostro lettore dvd! Non è romantico? Io lo adoro!

Prove tecniche di Presepe. Ecco tutte le foto e le prove con la luce giusta e l'aggiunta di angeli. Il nostro Presepino! :-)

Per concludere, il tocco finale del nostro Natale, diventata ormai una tradizione irrinunciabile sono le gelatine natalizie e quest'anno (attenzione) anche gli adesivi elettrostatici! :-) cariniii!

Noi e le nostre gelatine, Beatrix alberello e la fata guerriera, Silverio con le trecce e loro... le gelatine natalizie sullo specchio!
Ecco, questo è il nostro natale!
Ovviamente lo zerbino natalizio e il babbetto natale sulla porta stanno sempre lì, se non ve li ricordate andate a leggere gli altri posto sul Natale del 2009 a casa di Fra e Davi e sul Natale del 2008 a casa di Fra e Davi!

domenica 21 novembre 2010

Precaria, instabile e seduta

Ho sempre detestato la matematica, tornassi indietro farei ragioneria, i numeri non cambiano, conti e riconti e danno sempre un risultato, verificabile. Le parole no! Mi sono fregata da sola!

La cosa che odio di più è scrivere un post di getto e non pubblicarlo, so bene che, come questa volta, rimetterò le mani in pasta e il senso di tutto quello che penso verrà stravolto da ripensamenti, aggiustamenti, metafore studiate a tavolino.

Il punto resta, sto vivendo un momento della mia vita sul filo del rasoio. Da qualche tempo sento la necessità che qualcosa si stabilizzi, che per una volta non sia così difficile ottenere qualcosa di scontato. A volte penso "oddio la depressione sta arrivando, finirò a doparmi di antidepressivi e andrò in giro con i capelli grassi e le scarpe da ginnastica senza calzini"... poi, fortunatamente mi metto a ridere dei miei stessi pensieri.

Cosa c'è che non va? domanda di riserva!? Non c'è niente che non va, ma aver compiuto 30 da sei mesi mi mette di cattivo umore. Ci penso troppo per essere una che festeggia ogni minima cosa, sì... per come sono fatta io, dovrei già stare a pensare a come festeggiare il prossimo compleanno, invece il mio unico pensiero è... cos'altro posso fare per investire sul mio futuro. Che altre basi posso mettere per essere felice.

Ho passato tre anni della mia vita in un vortice di attività adorabili, che mi hanno riempito il tempo libero e con il loro influsso positivo sono riuscite a  riempire anche tutto il resto, rendendo un lavoro alienante sopportabile.

Poi trovato il lavoro dei miei sogni, la soddisfazione in termini creativi è grande, e ho pensato "sai che c'è, mi butto, metto da parte tutto e investo sul mio futuro", faccio un sacrificio di 6 mesi - 1 anno e poi finalmente dopo dieci anni di lavoro troverò un minimo di stabilità con un lavoro che adoro, ci metterò il massimo dell'impegno e non mi sentirò in colpa ad andare a danza o in piscina.

"Fare una cosa che ti piace è troppo importante per poi guardarti indietro e dire 'hai sbagliato a nn impegnarti abbastanza'!". Così è iniziata la rapida potatura dei miei interessi personali, delle mie passioni per concentrare tutto sul lavoro e affini, su sperimentazioni, tentativi e progetti.

E ora? Ora sono sul divano a scrivere, danza è un ricordo lontano... tango è in pausa di riflessione ma ho un portfolio di link eccezionale... già, che mi serviranno a trovare un altro impiego precario per 6 mesi se mi dice bene. Perchè ad oggi la mia posizione è in un limbo che deve scavalcare l'anno, in attesa che la risorsa che rientra dalla maternità rientri.

Niente grassetti per questo post, voglio che venga percepito come piatto, una tavola di parole una dietro l'altra, come mi sento io in questo periodo. Un dispenser di parole... senza il tempo di andare a cercarne altre!
mha!

domenica 3 ottobre 2010

Crostata di albicocche e Ciambellone per Floppy

La Crostata all'albicocca e il Ciambellone bigusto

Ultima fatica culinaria per me! Ormai è consuetudine alle feste dei miei nipoti i dolci li fa zia Frà, almeno un paio! Se poi ci metti anche che i dolci sono la mia migliore pillola anti depressione... allora sarà ovvio per tutti che ieri ho passato la mattina tra i fornelli o meglio, con le mani in pasta e il forno a 160°.

Dopo la lezione di cucina alla Città del Gusto, che consiglio a tutti gli amanti della cucina, perchè sono ben fatti, si passano tre ore in compagnia di più o meno silenziosi sconosciuti con i quali si ha almeno una cosa in comune (non capita spesso!), e si apprendono delle chicche da vero chef.

I gusci delle uova... perfetti!

la base di (quasi) ogni dolce!

Me lo sono goduto questo corso, regalato per i miei 30 anni da un gruppetto di amici che mi conoscono più di quanto io pensassi! Ho anche fatto tante foto da condividere qui... solo che, non ho avuto il tempo, sono successe altre cose da raccontare e ora sono arrivata allo step successivo, la prova!

Ecco la prova: festa di compleanno di Floppy (Filippo per gli sconosciuti), micro nipote di ben 3 anni con molti interessi all'attivo: calcio, peluche cane inseparabile, ping-pong, bigliardino e Shrek. Per avere tre anni è un tipo impegnato! Per lui grande festa, con tanto di amici dai 2 ai 7 anni. Roba da grandi!

Zia Frà per l'occasione ha studiato due ricette infallibili: Ciambellone bigusto con praline colorate e Crostata all'albicocca (metodo Gambero Rosso).

il ciambellone, dall'impasto al cioccolato fino al forno!

Il Ciambellone è una tradizione della mia cucina, ma grazie ai consigli della chef, ho imparato a gestire meglio il forno e ho capito (finalmente) che se c'è scritto 50 minuti sul libro di cucina... quei minuti non sono gli stessi per tutti i forni. Ho scoperto l'acqua calda, penserete voi, ma io per metabolizzare certe informazioni ho bisogno di tempo e di... una voce autorevole! ;-)

il ciambellone bigusto con praline colorate
le praline colorate

Dunque i segreti del mio super ciambellone sono: un bicchiere di latte nell'impasto, la metà del burro suggerito nelle dosi della ricetta e una pennellata di marmellata per fissare le palline di zucchero colorate. Il resto sono foto!

La Crostata di albicocche è stata una vera rivelazione per me, ho scoperto come la diversa lavorazione degli stessi ingredienti può generare impasti tanto diversi e, finalmente un risultato eccezionale. Una pasta elastica, che non si strappa e non si sfilaccia nei bordi, una crostata sottile, cotta, dorata uniformemente. Una meraviglia.

tutte o quasi le fasi della crostata!
La crostata, foto di David!

I segreti della mia crostata: lasciare il burro ammorbidire a temperatura ambiente e lavorare l'impasto sempre dentro una ciotola di acciaio, con la forchetta, usare le mani solo il minimo indispensabile e... ops ma non sono i miei segreti, sono quelli della chef della Città del Gusto! :-)

Belle le foto vero? Il segreto è non preoccuparsi se la macchinetta si infarina un pò, si tiene come una borsetta a tracolla e al primo ingrediente messo in posa, click! si scatta! Come si può perdere l'occasione di fotografare il cibo? Una delle cose più interessanti da immortalare, sembra che si senta il profumo! :-)

sabato 25 settembre 2010

Madrid 36 h

La mia prima volta a Madrid, la mia prima volta da sola, il mio primo viaggio di lavoro... vero.
Ho scoperto tante cose di me, e ho affrontato e purtroppo solo subito i miei grandi limiti e imbarazzanti difetti. Dopo il primo approccio con l'aeroporto e la forsennata ricerca dell'uscita, mantenendo un certo tono (che non ho di fatto!), la salita mi si è affacciata subito molto ripida... e dal taxi ho pensato di immortalare subito la strada dove avrei passato la maggior parte del tempo in quella bella città: Calle Velasquez (il taxista mi ha subito cazziato per la pronuncia poco sicura... cosa in me è sicuro???).

Ma la sera mi sono forzata un pò e me ne sono andata a spasso... Plaza Mayor e le viette lì intorno, mi sono piacevolmente persa... e mi è piaciuto molto!
Anche se non è stato traumatico ho pensato molto a me, a come sono... e devo dire che... la solitudine non mi appartiene, o meglio, non mi spaventa stare sola anzi, è anche piacevole, ma godere delle cose in solitudine me le fa godere solo a metà.

Così ho scoperto la mia Madrid, che mi ha ospitato per 36 ore scarse, tra ufficio, taxi e passeggiate serali, aeroporto e riviste. Ecco qui Madrid con i miei occhi, la mattina appena arrivata e poi subito in taxi per arrivare in ufficio e poi... tante persone, tante facce e il blocco. La frustrazione di capire (il 70%) della lingua e non riuscire a rispondere anche se... alcune parole c'erano... troppa vergogna, troppe emozioni.


Ho provato il cibo spagnolo... el jamon, i pinchos, il gazpacho e le tortillas... ma, come sa bene chi mi conosce, per me mangiare è un momento sociale ma intimo, legato alla convivialità e alla condivisione di qualcosa di magico e unico... mangiare da sola o peggio con persone che valutano il mio lavoro e che si aspettano che quello che sto mangiando sarà la cosa più buona mai assaggiata... mi imbarazza da morire e mi blocca. Così, nessuna foto al cibo, le meravigliose e indigeribili tortillas saranno fotografate quando a Madrid ci tornerò per puro piacere!

Non potevo non concludere le foto con Vogue Sposa Spagna! Bello da morire, comprato, letto e preso tanti spunti!
Adios!

sabato 11 settembre 2010

Vacanza all'Argentario, che scoperta!

Il suono del mare e dei sassi di Cala Grande, , Argentario

Il rientro dalle vacanze non è stato troppo traumatico, Preci e la famiglia paga sempre el'Argentario è stato una bella sorpresa.

Ho pensato molto durante queste vacanze, soprattutto a Preci, dove abbiamo deciso di godere di quello che c'è, senza cercare altro. Chi ha la nostra fortuna in fondo? Ultimi figli di due famiglie numerose, abbiamo la possibilità di passare almeno una settimana insieme ai nostri fratelli, ai nostri genitori e soprattutto ai nostri nipoti, senza doverci dividere.

O meglio, la divisione è solo mangereccia, oggi dove vado a pranzo o a cena? Così la settimana è volata tra coccole ai nipoti, chiacchierate con fratelli e amici con i figli nuovi di zecca (altri nipotini stagionali!).

La rivelazione però è stata l'Argentario, penisoletta in terra Toscana a un paio d'ore da Roma, meta dei figli di papà in "barchetta" e dei morti di fame in cerca dello status di "quello che se ne va all'Argentario in barca". Noi facciamo parte di un'altra categoria: "quelli che vanno all'Argentario perchè in Egitto costava troppo".

Argentario, Cala di Gesso

Le aspettative almeno da parte mia non c'erano, visto che per me era una meta di ripiego, accettata solo per la necessità di riposarmi fuori da Preci e Roma! Ma da subito mi sono ricreduta.

Il B&B dove abbiamo alloggiato, Villino Martina, è davvero molto bello, parte di una casa padronale e gestito da una coppia davvero simpatica e disponibile. La Sig.ra Rossana non si è risparmiata in consigli e suggerimenti su cale e spiagge, che si sono rivelati utili e azzeccati.

Ma essendo partita senza aspettative e senza preparazione non avevo considerato tutto quello che mi sarei potuta perdere. Così ecco qua, come vademecum per le prossime vacanze, la lista delle cose da portare per una vacanza al mare... come piace a Davi e Fra.

Argentario, Cala di Gesso

Cosa portare per una vacanza all'Argentario


Se non sei un tipo da "andiamo in barchetta, pranziamo con la panzanella sotto la tendina, facciamo il bagnetto, uno spritz e poi tutti al porto", ecco cosa devi fare per vedere le cale più belle:
  1. Scarpe da ginnastica (Fondamentali per scendere dalla montagna nei sentieri ripidi e tortuosi che ti portano a Cala Grande, Cala del Gesso, Cala del Mar Morto e Spiaggia Lunga);
  2. zaino (magari due, uno termico con il pranzo al sacco e acqua);
  3. stick per le punture delle meduse e degli insetti (no, non sono Furio, ma quando scendi per un km e mezzo in mezzo al bosco, posso assicurare che se punge una medusa preferisci soffrire piuttosto che risalire!);
  4. abbigliamento molto comodo (il mio vestitino da "vado al mare con le cioce" non era proprio adatto) .
  5. Maschera, boccaglio e pinne... perchè anche per me che sono schizzinosetta, vedere i pesci colorati, le alghe e i polpi, i ricci e "una famiglia di paguriii!" è davvero un'esperienza da non perdere!
  6. Scarpe per camminare sugli scogli. Sì, perchè almeno a noi piacciono le spiagge senza sabbia, dove l'acqua prende il colore dei sassi e si vede tutto... nelle spiagge di sabbia le onde smuovono il fondale e anche se solo per un attimo la spuma diventa sabbiosa... nelle cale di sassi le onde fanno solo spuma di mare e l'acqua a contatto con i sassi fa un suono romantico e rilassante.

Davi a Cala di Gesso, Argentario

Fra a Cala Grande, Argentario

Ecco, noi tutto questo non l'avevamo ma ci siamo attrezzati in loco. Avevamo però il nostro fantastico ombrellone che ci ha fatto rilassare in ogni cala dove siamo andati!

Detto ciò, l'Argentario è una destinazione raggiungibile da Roma, anche per un andata e ritorno... magari a giugno o settembre, perchè se le cale sono meravigliose, le persone con le barche che si intrufolano fino a riva lo sono molto meno, ma si sà il mondo è dei ricchi e dei prepotenti. Basta saperli evitare!

Adesso attendo la prossima vacanza, chissà quando e chissà dove! :-)

domenica 1 agosto 2010

Pasta fredda pesto e pomodorini

Come anticipavo nel post di ieri, quando si sta in cucina non si prepara mai una sola cosa. Così metre i peperoni arrosto erano belli belli ad arrostire, la preparazione della pasta fredda con pesto, pomodorini e patate stava prendendo forma.

Tutto merito di un collega di Davi, che mi ha aperto lo sguardo sulla pasta fredda. Sì, perchè io consideravo la pasta fredda una ricetta come le altre da non variare (si vede che ho sempre cucinato più dolci che altro!). Invece ci sono miriadi di possibilità dentro una ciotola di metallo Ikea, possibilità tutte da farcire con ingredienti molto intessanti e gustosi.

Ecco dunque la mia ricetta a partire dagli ingredienti: fusilli Barilla, pomodori ciliegina, basilico fresco, pesto genovese fresco (io lo prendo all'alimentari sotto casa), olio extravergine d'oliva e patate bollite raffreddate. Per chi vuole osare (io non ho potuto causa aiuto cuoco schizzinoso in cucina!! hihihi) pinoli, gherigli di noce e fagiolini freschi! Un tocco di classe! ;-)

Bhè, il risultato è ottimo, garantito! E ora la prossima sfida antistress sono... pomodori con il riso e patate al forno! che goduria!

sabato 31 luglio 2010

Cucinare per scaricare lo stress: peperoni arrosto


Un metodo infallibile per scaricare lo stress è danzare, ma sono nei miei mesi sabatici, e la danza è bandita dalle mie attività, così per scaricare lo stress di questi giorni e le brutte notizie, è arrivata in soccorso la cucina.

Lei, vestita di legno chiaro e contornata da maioliche color caramello mi accoglie sempre a braccia aperte e dopo una prima mattinata a girarmi più volte nel letto con il rimbombare delle voci nella mia testa che mi ripetevano le stesse cose e rimuginavano sfumature, sottintesi e contraddizioni, ho pensato che andare dal fruttivendolo poteva essere un buon modo di non pensare.

Così, ecco qua il mio lavoro culinario del giorno. Il primo, perchè chi cucina sa bene che quando sei in ballo, balli sul serio e metti su più cose insieme. Iniziamo da qui: Peperoni arrosto, metodo Giordy (mia mamma). Ricetta facile, da dilettanti quasi, ma c'è da dire che fa felici i miei amici, quando li propongo sulle bruschettine calde!
Ecco dunque il metodo infallibile: una padella vecchia, fuoco alto, peperoni di diversi colori, per fare colore nel piatto (perchè l'occhio vuole la sua parte), contenitore e carta paglia (io non ce l'ho mai e uso il rotolone-gran-risparmio). Per concludere olio extra vergine d'oliva, sale e prezzemolo. Mia mamma mette anche l'aglio, ma io mi rifiuto. E' buonissimo, ma il mio stomaco non lo regge!Tutto il resto è gusto. Il mio consiglio è di far bruscare un pò una fetta di pane, spargerla di olio e sale e poi metter su una bella manciata di peperoni, una strizzatina di limone e... godetevi il momento con calma.

Belle le foto vero? Le ho fatte io...

venerdì 16 luglio 2010

Chiusura di un cerchio: esibizione alla Villetta 13.06.2010

Quest'anno ho vissuto un'esperienza molto bella e formativa, difficile, soddisfacente e deludente allo stesso tempo, nella quale ho messo tutto, anche troppo.

Ho trascurato fidanzato, famiglia e amici, ho messo in primo piano o sullo stesso piano... la danza, qualla che ho insegnato e che ho appreso.

Il 2010 non mi piace, quest'anno è iniziato male, e stasera che ho un caldo tremendo ma un minuto per scrivere di me, ho deciso che è il caso di parlarne un pò!

Dopo nove mesi di insegnamento ho organizzato insieme a Francesca Cipo una serata per danzare insieme e con l'occasione ho fatto esibire il corso delle ragazze principianti che ho formato in questi nove mesi. Due pezzi, un pezzo di danza del ventre con il velo e un pezzo di danza del ventre pop egiziana, se la sono cavata, dopo tutto. Del resto non avevano nemmeno una guida, solo loro, il palcoscenico e il pubblico, fatto di amici e parenti pronti a regalare applausi.


Con loro, si sono esibite Alma de Flores, Simonetta e le mie amiche, quasi sorelle, Francesca Cipo (Amina) e Gisella, con le loro meravigliose e uniche rotondità. Anche io ho danzato, e ho danzato quello che desideravo danzare da tanto tempo... "Marie ti amiamo" di Carmen Consoli e Battiato.


La serata per me è stato un successo. 130 persone sono venute ad applaudirci e non solo. Abbiamo raccolto 970€ che abbiamo donato all'Associazione Sclerosi Tuberosa, e vendere che tra le persone c'erano anche loro mi ha riempito il cuore.

Si può non essere felici di danzare? La Villetta, come il Centro Anziani sono luoghi di aggregazione dove poter danzare tra amici, è vero, ma pur sempre danzare! Perchè l'entusiamo a volte svanisce?

Io ragazza sciocca dai facili entusiasmi rimango di sale, quando non si è in grado di comprendere la bellezza di quello che si riesce a fare senza niente, quando non si apprezza il fatto che gli amici aiutano a realizzare tutto, come Marcello Melis che ci ha regalato le sue foto o Alessio che ci ha dato la possibilità di danzare alla Villetta o tutti i nostri fidanzati e mariti che ci hanno accompagnato, fotografato, filmato e coccolato.


Alla fine dei conti i fatti e i conti parlano da soli! L'esibizione è andata bene, è stata unica, perchè uniche sono state Francesca e Gisella, è stata emozionante, perchè vedere ragazze che danzano da 9 mesi stare in sincro e lavorare con il velo è emozionante, è stata anche felice perchè sono stata felice di tornare a danzare insieme ad Alma de Flores ed è stato anche accogliente, perchè abbiamo accolto chi voleva danzare come Simona, Simonetta e Stefania, invitato chi non è potuto (o voluto) venire e chi invece è venuto, come le Tarantole!

Ora che il cerchio si è chiuso, che le vacanze dalla danza sono iniziate e ho deciso di farle durare ancora un pò... serro il cerchio con un bel lucchetto, chiudo il capitolo e ne riapro un altro... con un bagaglio di soddisfazioni e delusioni... ma più soddisfazioni! :-)
notte!

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...