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domenica 11 luglio 2010

Un film sulla cucina e un blog...


Oggi giornata dedicata al relax, troppo caldo per uscire, troppa pigrizia per assecondare il sole. Così Davi ha sfoderato uno dei suoi Film-per-Frà e come sempre ci ha preso in pieno.

Amore a prima vista per tutte e due le protagoniste e come sempre un minimo... massimo di identificazione, è più forte di me! A questo punto non resta che consigliarvi questo film... Julie & Julia.

La scoperta della bellezza della cucina, il divertimento delle ricette, i nervi incontrollabili quando qualcosa va storto... il lavoro e la voglia di pensare e fare altro, e poi il blog. Sì, il blog... strumento di relax che si trasforma presto in fobia... ossessione. Bhè tutto questo è molto vicino alla mia vita, se Julie avesse avuto un balcone con i fiori... mi sarei davvero preoccupata!

Ecco in due parole la trama del film:

Julie Powel, vine nel Queens ed ha un lavoro come segretaria che non la soddisfa, ha 30 anni e amiche stronze e realizzate intorno che ricordano il loro successo. La monotonia della sua quotidianità va spezzata in qualche modo, così decide di prendere il libro di cucina di sua madre, scritto da Julia Child nel 1961 "Mastering the Art of French Cooking". Dopo averlo letto decide di preparare tutte le 524 ricette nel giro di un anno... e condividere tutti i suoi pensieri e il suo progetto nel suo blog!

Nel ruolo di Julia Child una meravigliosa Maryl Streep... da vedere assolutamente!

mercoledì 9 dicembre 2009

Marilyn negli scatti di Bert Stern

E' bello scoprire da un banale discorso tra colleghi che il fotografo che ha immortalato per ultimo Marilyn Monroe prima della sua morte si chiama Bert Stern.
Bert Stern iniziò giovanissimo nella pubblicità ma, come accadde ad altri fotografi, fu Vogue a lanciarlo ai vertici della carriera, nei primi anni Sessanta.
Tre incontri con Marilyn Monroe per la rivista Vogue a fine giugno 1962, sei settimane prima della sua morte, hanno prodotto immagini di straordinaria bellezza e una Marilyn unica.
Bhè, tutto è nato da "A colazione da Tiffany", si parlava del film, poi dell'attrice Audrey Hepburn, del tipo di bellezza, del concetto di eleganza. E poi il confronto con Marilyn, chi è più elegante, chi più burrosa... opinioni discordanti...


Da qui il ricordo lontano di scatti macchiati di rosso, Google in aiuto ed ecco apparire questo nome Bert Stern.

Io, da amante della fotografia raccolgo l'in-put, mi metto alla ricerca di info e non perdo l'occasione per pubblicare qualche suo scatto di Marilyn, per ricollegarmi a quel discorso di partenza.


Già, perchè Marilyn, percepita come sogno erotico, mito, come una gonna di chiffon che vola a coprire labbra carnose dipinte di rosso, in questi scatti di Bert Stern è solo una donna bellissima e piena di fragilità.

Immagini uniche, arricchite secondo me, da quel pennarello rosso che semanticamente preannuncia la morte, ma in realtà eliminava solo gli scatti di troppo.



Qui alcuni scatti, tra i quali ho preso quelli pubblicati, e Qui un post interessante altri scatti meravigliosi.

La ricerca non finisce... ormai la curiosità mi fa volare e come sempre le coincidenze rendono tutto più divertente! Altri due scatti di Bert Stern presi da Qui che immortalano Marilyn e Audrey

lunedì 23 novembre 2009

Le fanciulle di Zigfeld


Lascio alle mie spalle un weekend molto intenso, e anche se con la solita fretta, devo raccontare almeno un paio di cosette.
Prima di tutto, dalla lontana-ma-non-troppo Genova, mio fratello e prole sono venuti a trovarci a sorpresa. Il piccolo Giancarlo è diventato un frugoletto con tanto di faccine e guance morbide.

Domenica, dopo il pomeriggio Boing di sabato, ci siamo regalati una passeggiata al MAXXI, dove ho potuto calpestare un pò di architettura contemporanea, con grande felicità!
Personalmente adoro gli Archistar, mi piace pensare di girare per la città e poter dare un nome ai palazzi che la popolano, del resto, gli Archistar non sono il prodotto del nostro secolo, almeno per Roma, dove Bernini, Borromini e Buonarroti possono dire di essere delle vere star al pari di Richard Meier e Zaha Hadid. Ma ne riparlerò più nel dettaglio, con qualche bella foto!

Ma ma... il momento più bello della giornata è stato quando sprofondata sul mio divano mi sono immersa nel mondo di Zigfeld!
"Le fanciulle delle Follie" Zigfeld Girl il titolo originale, è un film musicale bellissimo, datato 1941 che ha tutto da insegnare, diretto da Robert Z. Leonard.

Ecco il trailer


Dialoghi eccezionali, tutto il film ruota in una spirale di eventi, racconti, persone, un continuo sali e scendi dove i personaggi tornano su se stessi come riflessi in uno specchio.
Le scale che le Stelle di Zigfeld scendono e salgono sorridendo sulla scena, sono le stesse che le portano alla gloria e alla rovina nella loro vita privata.

Eccezionali gli attori, bellissime le coreografie. Eccezionale l'uso del bianco e dell'argento per i vestiti, il modo di far emergere dal bianco e nero la ricchezza della scena.
Bellissimo, e da vedere!

una scena dal film, non la più bella purtroppo... il video è stato privato dell'audio da Youtube, peccato!



lunedì 26 ottobre 2009

UP... ma solo per chi l'ha già visto!

Venerdì sera... serata cinema... UP


Bello, forse il migliore tra i film Pixar per quanto riguarda la sceneggiatura, anche se Wall-e... bho, meglio non sbilanciarsi troppo! Un film di animazione che parla della terza età? sbagliatissimo. UP è un film d'animazione che parla d'amore, dell'amore che non muore, che fa volare. Parla di amicizia, rispetto, alleanza e riscatto.

Il mitico Beccaccino... uno struzzo in tecnicolor :-)


Come purtroppo mi capita troppo spesso, ho pianto come una fontana, talmente tanto che i pezzi davvero simpatici non me li sono goduti per colpa dell'emozione provata prima.

Tutto il significato dell'amore racchiuso in una cassetta delle lettere, in due poltrone, un album di foto e in una vita sognata, programmata, sospirata e condivisa. Una bottiglia di risparmi mai completata e poi diventata inutile, senza rendersene nemmeno conto...


Argomenti difficili: la morte, i sogni non realizzati, il rimpianto di non aver fatto abbastanza, la vecchiaia, raccontati semplicemente con le immagini. Non riesco ad uscire da questo elenco di parole, ma non posso raccontare quello che ho pensato vedendo la prima parte di UP, quello che mi ha fatto piangere.

La morale è semplice "la vera avventura è saper essere felici", semplice la morale, complessa la realizzazione.
In tutto questo la vera protagonista è Ellie, è lei la vera eroina...

L'arrivo alle Cascate Paradiso


Ok, chiudo qui il post. Ecco un video che non mi sembra faccia parte del film...
Ciauu


venerdì 13 febbraio 2009

Citazioni mattutine...


"L'angoscia del tempo che passa ci fa parlare del tempo che fa"
Il Favoloso mondo di Amelie

venerdì 6 febbraio 2009

Che si fa? Tic Tac... Tic Tac...


Ci sono tante cose da dire, prima di tutto è venerdì, ottima notizia!
Poi, qualcuno ha notato che ho messo i feed nel mio blog?? certo, qui c'è poco da leggere, se non sei un appassionato delle mie follie mentali, trovi davvero poco di interessante, ma io, egocentrica come pochi, tiè lo metto lì! Una tipetta e il suo fidanzato occhialuto ti dicono "leggimi"! :-)

Ma eccomi subito con una colta... facciamo vedere che non stiamo a pettinare le bambole qui!
Tante belle e brutte cose. Eccone una:
"La DDB di Milano ha sviluppato per Grazia un annuncio dedicato alla dura scelta tra famiglia e carriera, che le donne si trovano ad affrontare nel momento in cui decidono di avere un figlio." Qui il link di tutto l'articolo.

Penso penso... sono diversi giorni che ci penso... anche mesi forse. La maternità non è proprio nei miei pensieri, è lontana, forse tanto lontana quanto la mia data di scadenza biologica (per noi donne c'è, inutile nasconderlo!).
Poi vado al cinema a vedere Revolutionary Road, con più aspettative sulla performance della coppia Di Caprio - Winslet, che sulla storia. Spesso mi capita, soprattutto quando i film non li scelgo io, vado e aspetto... e devo dire che mi stupisco sempre positivamente.
Qui si parla di coppia, di figli, di coppia... di realizzazione personale, di coppia... di figli... di figli non voluti e imposti. Di morte.

guardate il film e ricordatevi di questa scena... la fine delle illusioni!

Non voglio raccontare il film, vale la pena vederlo. Voglio parlare di come le cose non sono cambiate, di come si parla e si discute sempre delle stesse cose, di come si voglia sempre manipolare la mente e il corpo degli altri, delle donne.

Le donne medie, quelle normali, che scelgono di fare figli possono dire allegramente addio alla carriera. Perchè non è il lavoro che se ne va... è la donna che scompare per lasciare il posto alla madre/moglie perfetta. E così... torno alla campagna per Grazia. Guardare il test di gravidanza vuol dire decidere se inviare o buttare il prossimo il CV.

Che amarezza.
Buon weekend!

Andate al cinema!

lunedì 9 giugno 2008

Weekend tutto


Eccomi di ritorno da un "weekend tutto" che nella mia lingua significa "non dico no a niente, faccio tutto!". Questo ha comportato un dispendio di energia e soldi non indifferente, ma come sempre quando faccio questo genere di weekend, mi ritrovo oggi caricata come una batteria appena comprata. Mi sento bene, divertita e pronta ad affrontare una nuova settimana.
Cosa ho fatto... Cinema, prima di tutto:
Venerdì sera io e Davi ci siamo avventuranti in quel di San Paolo (zona a me praticamente sconosciuta) a vedere Be Kind Rewind, ultima folle pellicola di Michel Gondry. Vi consiglio il film e il sito ufficiale. Per chi non è molto smaliziato con la rete si rischia infarto da virus... ma godetevelo! Divertente e ben fatto!
Guardare con gli occhi di un bambino, sembra così facile... invece è un'impresa complessa per chi non è geniale come Gondrì. Questo film è, rispetto ai precedenti che ho visto, più fruibile ad un grande pubblico, si fa apprezzare anche da chi non è radical chic, e questo me lo fa piacere ancora di più!

Domenica invece serata donnereccia, con Sex and the City!!!! ahhhhhhhh! ci voleva! film grandioso, dialoghi eccezionali, vestiti e scarpe da sentirsi male e ottima compagnia. Cosa chiedere di più? Una piadina e Coca Cola con chiacchiere post cinema! Anche quella! Bella serata con la mie amiche tanghere Selvaggia-Cri e Antonella!

Sabato pomeriggio prove di tango e seguire shopping casalingo da Ikea... la nostra casetta sta crescendo, ad oggi abbiamo anche il mobiletto del bagno! :-)
La sera di sabato invece ho partecipato all'addio al nubilato della mia amica Silvia, toscana doc, che per l'occasione ha raggiunto le amiche romane prima di convolare a nozze con il suo Claudio. Il ristorante dove le abbiamo fatto la festa si chiama Charreada e si trova in zona Prati... così lo descrivono in rete: "L'atmosfera festosa del locale è contagiosa e i camerieri fanno di tutto per divertire e coinvolgere i clienti con le loro trovate spiritose. Fate attenzione però perche entrando vi potrà capitare di essere bagnati dalla tequila, spruzzata in bocca ai clienti con pistole di plastica. Tenetevi pronti anche a scatenarvi in strepitosi balli latini perche ad una certa ora tutti in pista o sui tavoli. L'ambiente è tipicamente di sapore messicano: sombreri dappertutto, pareti coloratissime e tavoli in legno. Le specialità della casa consigliate sono le grigliate, tra cui la parillada mista di carne e verdure, gli immancabili tacos, assolutamente da provare quello tre caballeros con carne, pollo e formaggio guarniti con riso e fagioli e, alla fine del pasto non perdetevi la mousse de tequila o le crêpes di frutta. Da bere, oltre alla tequila, anche sangria e margarita."
Non è decisamente il mio genere, ma alla fine con un pò di sangria in corpo tutto diventa bellissimo (soprattutto per me che no reggo niente di alcolico!). La sposa si è divertita, gliene abbiamo combinate di tutti i colori e alla fine ci siamo scatenate con la salsa e merengue... occasione quanto mai rara per me visto che Davi detesta questo genere di ballo! Sarà che io appena sento musica ballo... qualsiasi cosa!!!!
Ecco... il mio week end finisce così... adesso mi aspetta la mia ultima settimana a casa di mamma e papà... e poi mi toccherà iniziare a essere ordinata! vabè, ho ancora una settimana di tempo, per farmi fare la lavatrice da mamma! :-)

baci

lunedì 26 maggio 2008

Poche chiacchiere


Weekend intenso. Mi lascio alle spalle un tre giorni densi di cose, pensieri, progetti. Venerdì sera abbiamo unito delle amicizie, generalmente non lo facciamo mai, cerchiamo di vivere i rapporti con le persone che frequentiamo in modo esclusivo per non rompere degli equilibri. Venerdì no, abbiamo unito, siamo usciti dagli schemi amici del tango, amici dell'università, amici d'infanzia e abbiamo mixato tutto, ne è uscita una serata piacevole e divertente, discorsi folli, pettegolezzi e tante risate. Mix andato bene!
Sabato cinema. Gomorra. Un film tosto, niente di romanzato, tutta cruda sostanza con una bellissima fotografia, una luce opaca che rende tutto umido fino all'osso, questa la mia sensazione. Non è un mio film, non rientra tra quelli che comprerei in dvd, ma uscire dal cinema con quella sensazione non mi capitava da tanto, un senso di vuoto dentro, di mani legate, di paura e quotidianità spaventosa in un altro mondo incomprensibile, che necessita dei sottotitoli per essere compreso.
Domenica sono tornata a casa. FotoGrafia Festival. Il PdE ha ospitato quest'anno la collettiva su Roma, 11 fotografi per raccontare Roma. Tra questi non poteva mancare Gabriele Basilico, con la sua Roma attraverso il Tevere. Il fotografo architetto, che celebra la struttura della città attraverso, questa volta, la relazione con la linea fluida del fiume. Degli undici, una bella scoperta è stata Claudia Jaguaribe da ricercare e tenere sott'occhio.

Tra gli altri fotografi presenti al PdE ho apprezzato molto il lavoro di Paolo Woods che mi ha aperto gli occhi sulla colonizzazione Cinese in Nigeria, Congo e Algeria e Leonie Purchas, una trentenne che è arrivata ad indagare se stessa, la sua intimità, la sua famiglia.

E poi è finito il weekend e sono rientrata a pieno ritmo nella settimana, chissà se prima di venerdì riscriverò ancora. Prevedo qualche giorno di silenzio, un pò di sana strizza...

lunedì 5 maggio 2008

Film e Tango

Un weekend bellissimo quello che mi lascio alle spalle. Caricate le batterie al massimo grazie a un giorno in più di vacanza, e al sole che non ci ha fatto brutti scherzi!
Non pianificando nulla abbiamo trascorso tre giorni all'insegna del cinema e del tango (quest'ultimo forse era un tantino pianificato!!).
Venerdì abbiamo inaugurato il fine settimana con il cinema: Il treno per il Darjeeling.

"Un viaggio in un'India colorata e pittoresca, autentica (drammatica perfino) e surreale al tempo stesso, si trasforma nell'ennesimo confronto familiare all'interno del cinema di Wes Anderson: tre fratelli immaturi, aristocratici e dispettosi (un po' come i capricciosi fratelli Tenenbaum) si ritrovano a distanza di tempo a fare i conti col presente, cercando di guardarsi dentro e provando a confrontarsi con la figura genitoriale". Sì, questo pezzettino di recensione racchiude bene il film. Io l'ho trovato divertente, con dei dialoghi eccezionali. Gli attori tutti molto bravi nelle loro facce da scemi! Già il film I Tenenbaum mi aveva lasciata divertita, non ho altra sensazione da questo filone di film totalmente surreale diretti da Wes Anderson.

Sabato pomeriggio invece ci siamo imbattuti nell'inizio di un film bellissimo, di cui ricordavo una sola scena e che mi sono rivista con grandissimo piacere. Edward mani di forbice. Sarà che adoro Tim Burton, sarà che ho un debole per Johnny Depp, sarà che Winona Ryder è una delle mie attrici preferite... mi sono inchiodata davanti alla tv e me lo sono rivisto tutto.

Un film bellissimo, romantico, triste.




Ieri pomeriggio poi, siamo caduti ancora una volta nel cinema, un classico, con una Marilyn Monroe eccezionale, di una sensualità unica. A qualcuno piace caldo.



"Testimoni involontari del massacro di San Valentino a Chicago, per opera di Al Capone & Co., due suonatori d'orchestra scappano, travestiti da donna, e si aggregano a un'orchestra femminile di jazz diretta a Miami. 6 nomine e solo un Oscar per i costumi (Orry-Kelly). Diede origine al musical Sugar. È ormai una pietra miliare della commedia americana. Una farsa strepitosa con molto punch, ritmo infallibile, odor di sesso e di morte e una M.M. deliziosa in quella che è, forse, la sua miglior interpretazione in assoluto. Ricorrente nel cinema di Wilder, il travestitismo diventa qui l'asse portante dell'azione, contribuendo al suo lavoro di ribaltamento degli stereotipi sessuali e dimostrando che, contro il noto proverbio, l'abito fa il monaco. Il film si chiude con una battuta divenuta proverbiale: “Nobody is perfect”."

Che dire!?
Tra un film e l'altro abbiamo farcito il week end di tango e megagelato... non male no?!

lunedì 21 aprile 2008

Tutta la vita davanti


Ieri giornatone. Finalmente il sole ha scaldato l'aria e per la prima volta da mesi mi sono ritrovata in maniche corte! ahhh, era ora! Mattina e pomeriggio tutta in tiro per il Battesimo di Filippo, il mio nipotino! Dopo il battesimo di corsa a casa dove la prima cosa da fare era... CAFFE'!! Ciabatte al volo e bracciali, collane e anelli hanno subito preso il volo... libera!!! mancano solo le lenti... ma le levo più tardi.

Ore 18.00 ci aspetta il cinema Barberini... Tutta la vita davanti di Virzì.

David ne parlerà nel dettaglio, lo paragonerà alla commedia all'italiana motivando per bene tutto... io invece dico: Mio Dio, parla della mia generazione, aiuto, a tratti mi sono riconosciuta... Mentre con Muccino vedo i miei fratelli, con Moccia (che non vedo, mi basta la community e tutto il contorno chiassoso) trovo gli adolescenti di oggi, con questo ho trovato la nostra pessima, triste e sconsolante condizione. Che tristezza.
Un paio di scene mi hanno allucinata: la cena con i compagni di università, santo cielo... e le telefonate del call center, avendoci lavorato è proprio così, raggiri le persone usando le loro stesse parole.
Mi è piaciuto l'uso della frase "Hai tutta la vita davanti!" che si ripete spesso nel film, ma sempre in contesti e con riferimenti diversi... una di quelle frasi che seguono sempre un lungo silenzio... già!

Poi per fortuna le esageranzioni, le macchiette (che hanno reso il film... film e non documentario) per fortuna sono state eccezionali. La Ferilli e Ghini eccezionali nelle loro caricature, e la protagonista Isabella Ragonese con delle espressioni davvero verosimili! Micaela Ramazzotti è stata bravissima, la scena del nudo è stata una delle più divertenti del film.

Consiglio il film a tutti, ma se non siete precari è meglio... perchè io sono uscita un pò sconsolata!!!
Ecco il trailer...


giovedì 10 aprile 2008

Juno... da vedere!

Domenica pomeriggio, dopo il primo step di prove di tango, un vals... il mittico vals (la mia sindrome è stata soddisfatta dai miei maestri, grazie, quest'anno mi sento molto vals!), dicevo... dopo il vals... tra l'altro su una canzone che è tutto un programma, tratta dalla colonna sonora di In The mood for love, un film amato da chiunque sostiene di averlo visto, romantico, di un romanticismo doloroso, struggente e immobile. Ecco, questa immobilità che ha reso il film tanto amato da tutti e particolarmente indigeribile per me, che non ho proprio un palato delicato per il cinema... quindi immaginate cosa ho potuto fare quando ho saputo della canzone... hihihi... davi si è sganasciato dalle risate al solo pensiero di tutte le improperie che vomito ogni volta sull'esperienza devastante che è stata per me quel film, ancora la ricordo con dolore... ma alla fine, la canzone è veramente bellissima. Ma io volevo parlare di altro... uffa, mi allargo sempre.
Juno, abbiamo visto Juno. Dopo tango/vals In the mood for love... Juno.
Un film piacevole, molto carino, alcuni dialoghi li ho trovati centrati, lei, davvero brava. Il film mi è piaciuto, anche se in questo periodo di discussione sulla legge 194 sull'interruzione della gravidanza, forse ho sentito di più il passaggio della ragazzina che decide di non abortire e l'ho letta in vena un pò polemica. Forse perchè sono io un pò polemica al riguardo, certe conquiste non dovrebbero essere messe in discussione... non voglio entrare in una questione spinosa, quindi lascio stare! Il film nel complesso è godibile, e da vedere... magari in dvd! ;-)

Le scene più belle eccole qua... in foto!!!


baci

lunedì 11 febbraio 2008

Gogol e il Magic Bus

La felicità è reale solo se viene condivisa…

Ricominciamo da capo, facciamo finta che la scorsa settimana non ci sia mai stata, e ripartiamo con la filosofia del bicchiere mezzo pieno.

Il weekend, nonostante tutto mi ha coccolato, o forse è stato David a coccolarmi... gnam! Due film mi hanno accompagnato insieme all'inizio di un libro, un romanzo, questa volta, nella speranza di non inibirmi ancora e lasciarlo, anche lui, a impolverarsi negli scaffali con un segnalibro in mezzo.
Due film, dicevo, uno in dvd Il destino nel nome, un film indiano molto intenso, dolcissimo, ho pianto a fontana, maledetti ormoni!
Ieri pomeriggio invece, cinema. Ottima scelta, il film è volato, ho trovato quello che cercavo, natura, paesaggi, viaggio, amore, solitudine. Il film, Into the wild. Copio e incollo una frase tratta dalla recensione del film da Mymovies "Pura celebrazione della libertà e della ricerca della libertà, la pellicola racconta la vera storia di Christopher McCandless, un giovane benestante che rinuncia a tutte le sue sicurezze materiali per immergersi all'interno della natura selvaggia".

Mi gusto il film, insieme alla mia tavoletta di NeroPerugina all'arancia, buono il cioccolato. E trovo un legame con il film indiano. Filo conduttore tra i due film... Nicolaj Gogol. Non è un caso, lo cerco con lo sgurdo nella pila di libri di Chris, cerco Gogol e lo trovo.
Entrambi hanno il viaggio, la solitudine e la ricerca della verità dentro. Stupefacente. Non credevo fossero così vicini... e poi il libro, che torna. Chris o Alex, chiamatelo come volete ha tra i libri anche uno di Nicolaj Gogol, così come Ashoke sceglie di cambiare visione della vita dopo aver letto Gogol, o forse no... forse Gogol è solo uno dei tanti libri, uno spunto da cui partire per poi parlare d'altro. Ma c'era, e io ricordo soprattutto questo.
Into the wilde mi ha emozionato, in modo diverso da Il destino nel nome, ma la profonda ricerca di se stessi è comune ad entrambi i protagonisti dei due film. Ricercare se stessi, la propria identità, la verità.
Belle le coincidenze, a volte.

mercoledì 30 gennaio 2008

Film Film Film...


Credo di non averne mai parlato, quindi è giunto il momento per farlo.
Il Favoloso Mondo di Amelie (Le Fabuleux destin d'Amélie Poulain), un film di Jean-Pierre Jeunet, uscito nelle sale nel 2001.

Non c'è un personaggio che non sia curioso in questo film. Tutti hanno dei piccoli o grandi tic. La follia è meravigliosa quasi quanto la fantasia. Una Parigi fantastica, dove le strade, i muri, la metropolitana sono irrealmente puliti e lucidi. Le case caldissime e cariche di oggetti, i colori senza mezzi toni, densi.

I dialoghi folli, il racconto semplice e dolce. Bellissimo. Il mio film.

"Senza di te le emozioni di oggi sarebbero la pelle morta delle emozioni passate " oppure "L'angoscia del tempo che passa ci fa pensare al tempo che fa!". :)

Bhè, è il mio film preferito e finalmente, dopo aver consumato la videocassetta, ho comprato anche il dvd. Purtroppo... non è esattamente quello che volevo io... ma cerca cerca... nessuno ce l'ha più. La bella edizione con il doppio cd, il carico di contenuti extra e la bella copertina verde, non è più in vendita.


Quella frase terribile "mi spiace, è fuori catalogo!" non vorrei mai sentirla, e invece... mi è toccato comprare la versione a un solo cd, senza contenuti speciali e con quella copertinaccia arancione... con la pizza della pellicola disegnata... blhea! ... mmm, nn mi piace. Di positivo c'è che l'ho pagato €9.90 e che il film, confezione verde o meno, è sempre quello!

Così nelle mie visioni notturne posso aggiungere finalmente il mio nuovo dvd... Nella mia sindrome da dvd (alla aggiungo anche la sindrome da vals che mi è presa ultimamente!!!) ho fatto grandi acquisti... in ordine: Il favoloso mondo di Amelie, Volver, In her shoes.

martedì 29 gennaio 2008

Cous Cous... visto!


Finalmente, al secondo tentativo siamo riusciti nell'impresa. Il cinema era il Mignon a Piazza Fiume, carino e molpo vip... un sacco di radical chic... insomma, sì... uomo morettiano e donna sulla cinquantina con i capelli sale e pepe spettinati, con addosso vestiti costosissimi che sembrano stracci... sì, sono loro!

Cmq, torniamo al punto. Cous Cous. Tante aspettative, molte deluse devo ammettere; errore mio, mai avere troppe aspettative positive su una cosa che non conosco. Mi sembro Alice ("io mi so dar, buoni consigli, ma poi seguirli... mai non so!!")... Uff... dicevo, Cous Cous. Cosa mi è piaciuto, facciamo prima: la scena del pranzo, molto vicino al nostro, italiano, "pranzo della domenica" con la famiglia, i legami, la madre matrona, le chiacchiere; e in questo caso il Cous Cous con il pesce, le verdure... univa tutto. Bello vedere come si cucina, come si sgrana. I vapori, i profumi a tratti sembrava di sentirli.

La musica, bellissima. La poca musica del film è bellissima, classici per chi conosce questo genere. Bello anche il dialogo tra i musicisti. Fuori dall'hotel (s)parlano, ci raccontano, come sono andate le cose, perchè Beiji si comporta così, perchè si ostina... l'ho trovata una scena molto semplice e ben fatta. Così da profana!!! Ed infine mi è piaciuto Beiji, un bel personaggio. Mi ha lasciato tristezza e nostalgia il suo sguardo, la sua tenacia, la voglia di riscatto, la sua capacità di vedere il bicchiere sempre pieno, seppure con pochissime parole.

Non voglio parlare della danza... ancora la devo digerire in effetti. Non mi è piaciuta la scena, non mi sono piaciute le inquadrature... non mi è piaciuta l'espressione eccessivamente e inutilmente "orgasmica" della protagonista. Diciamo che non è proprio il mio genere di danza, quello fatto vedere nel film. Ma come dire, non era centrale nel film, è stata solo un mezzo per salvare la situazione e chiudere il film. A proposito, film chiuso con una forbiciata.

Per fortuna che il mio mestiere non è fare il critico cinematografico... è un film osannato da tutti... io sono uscita dal cinema più che perplessa... tutta colpa delle aspettative...

giovedì 24 gennaio 2008

Colonna sonora di Caramel


Finalmente è arrivata, direttamente da Itunes Store, me la sto ascoltando... è bellissima...

Caramel
Musica di K. Mouzanar


1. Tango El Caramel - bella bella, romantica!
2. RéVéLations Mineures -
3. Succar Ya Banat - un pò di ritmo... ma non troppo...
4. Epilation En Do Min -
5. Lili-Rose -
6. Shampooing RéVéLateur 1 -
7. L'Eveil De Rose -
8. Le Tango De Youssef - beella... appena con Davi l'abbiamo sentita abbiamo pensato ad Alex e Mimma!
9. Rose Se DéCide -
10. Zaghloul El Hamam -
11. Shampooing RéVéLateur 2 -
12. Cicatrices -
13. Kanun El Parking -
14. Rendez-Vous ManquéS -
15. Mreyte Ya Mreyte - la mia preferita per ora... devo trovare la traduzione del testo... ha una musicalità eccezionale, sospiratissima... fantastica!! La cantante si chiama Racha Rizk, una voce incantevole!

Adesso... sono le 00.40 è ora di andare a ninne...

lunedì 21 gennaio 2008

La promessa dell'assassino


Questa settimana inizia con il piede giusto, infatti il week end che mi lascio alle spalle è stato pieno di impegni e appuntamenti interessanti, che mi hanno lasciato stanca ma divertita, pronta per ripartire. Voglio andare con ordine, non voglio mettere tutto insieme, non sarebbe giusto.

Così parto da venerdì sera. Cinema. David Cronemberg. Il film La promessa dell'assassino merita di essere visto, non è il mio genere, lo ammetto, più di una volta ho chiuso gli occhi per risparmiarmi sgozzamenti in primissimo piano e combattimenti ultra violenti (lo so, mi sto rammollendo!), ma la freddezza del racconto mi ha colpita. David ha scritto una recensione molto curata, con impressioni e valutazioni sul film. Io non lo farò, l'ha già fatto lui! è un rubapost! :)

Molte cose mi hanno colpito del film, ma quello che ha suscitato davvero interesse e curiosità è stato il tatuaggio come racconto della propria esistenza. Emergono nel film i codici della mafia russa, il corpo come libro bianco su cui incidere la testimonianza della propria esistenza. Infatti, la scena che mi è piaciuta di più del film è il momento dell'iniziazione, dove il rituale viene compiuto a partire dalla lettura del corpo, il racconto della vita, sul corpo. Perchè se non hai le stelle non sei nessuno, se non sei tatuato non sei mai esistito. Affascinante.

domenica 13 gennaio 2008

Caramel


Parlando del film Cous Cous uscito lo scorso venerdì in italia, e prossimo nella lista dei film da vedere, è uscito in discorso questo film Caramel.

Bene, andiamo e vederlo subito!
A me è piaciuto tantissimo. Coinvolgente, dolce e profumato, il mondo delle donne riassunto all'interno di un salone di bellezza di Beirut.
David mi ha detto durante la proiezione "... però fa un pò il verso ad Almodovar!", e io con uno sguardo l'ho bruciato "guastafeste!" ho pensato, ma in effetti è vero. Solo che qui, sono tutte donne, anche la regista e lo sfondo è il Libano, con tutte le sue contraddizioni. Bello, uno di quei film che sta bene nella mia videoteca, lì a farsi vedere e rivedere fino a ripetere le battute a memoria.
Ho trovato tante cose su Caramel, che non posso non postare... eccole qua, primo fra tutti il link allo speciale su Trovacinema, dove c'è il trailer, la galleria e le note di produzione. Non posso non inserire il trailer originale sottotitolato in inglese, è tutta un'altra cosa!
Poi il video di una delle canzoni della colonna sonora, con immagini tratte dal film... fantastica, ecco qua il video.

La scena che mi ha emozionato di più del film è quella della telefonata, intensa e quasi struggente. Se trovo la clip la posto, per il momento posto la foto...


Ecco il link al sito ufficiale, dove ci sono tante clip dal film. Qui invece, la conferenza stampa, in francese (sigh!).
Mentre la scena più bella del film è dove tutte le amiche festeggiano danzando e cantando la sposa... ecco la foto



Ok, basta, chiudo il post... ma con un altro video...

bellissimo, da vedere.

domenica 6 gennaio 2008

Cous Cous - il film

Grande attesa, sta per uscire Cous Cous, nelle sale dall'11 gennaio. Non me lo perderò, c'è il cous cous, la comunità immigrata di seconda generazione e la danza. Non posso chiedere di più. Le mie amiche danzatrici hanno scovato già informazioni, video e articoli. Il video con l'intervista alla protagonista, non senza alcuni pezzi di danza, lo posto qui; invece l'articolo tratto da Il Giornale, non lo posto. Se volete leggerlo andate cliccate qui ma a me non è piaciuto per niente. Ha un tono che non mi piace, mi ha dato l'impressione di guardare il film dall'alto in basso, con un tono di giudizio che devo ammettere mi ha un pò infastidita.

Così mi sono cercata un'altro articolo, e lo posto qui per intero dal sito della Rai

Roma, 3 gennaio 2008

"La vita oltre il cinema". E' questa la parola d'ordine di Abdellatif Kechiche, che porta in sala Cous cous (titolo originale La graine et le mulet), Gran premio della giuria e premio miglior attrice rivelazione ad Hafsia Herzi all'ultima Mostra del Cinema di Venezia. Dopo Tutta colpa di Voltaire (esordio al Lido, Settimana della Critica, nel 2000) e La schivata, e' l'opera terza del regista francese, distribuita da Lucky Red dall'11 gennaio in 30 copie, di cui almeno tre in versione originale sottotitolata. Straordinario successo in Francia (Prix Louis Delluc, grande favorito ai prossimi César e copie lievitate da 90 a 150 dopo tre settimane di programmazione), considerato da pubblico e critica il vincitore morale della Mostra, Cous cous nasce dalla volontà di "parlare del milieu mediterraneo, di una famiglia francese di origine araba per la quale sento una grande affinita'. Ho cercato - dice Kechiche - una rappresentazione autentica del quotidiano della comunita', senza far scattare i cliche', evitando di ricorrere alla spettacolarizzazione o ai fatti di cronaca: ho cercato il miracolo della vita sul set".

"Ho conferito - prosegue il regista - a questa famiglia il diritto a una dimensione romanzesca e contemplativa, mostrando quello che piu' mi tocca: la vita al di sopra dell'artificio cinematografico: al di la' del piacere di filmare, credo sia questa la mia cifra cinematografica. Il cous cous e' come la pizza o la pasta per voi italiani: qualcosa che i personaggi possono condividere, una dimensione identitaria di solidarieta' e unione". Per quanto riguarda la realizzazione del film, Kechiche dice: "Ho avuto bisogno di provare a lungo - la mia formazione e' teatrale - affinche' gli attori si sentissero davvero una famiglia. Per creare la giusta atmosfera fondamentale e' stata la musica: la vita era li', e ho cercato di coglierla. Ma mi imbarazza parlare di improvvisazione, preferisco piuttosto definirla liberta', quella che permette agli attori di appropriarsi del testo e del personaggio, sentendosi parte di una grande famiglia e perdendo le inibizioni".

Una "energia vitale" che emana da attori non professionisti, chiamati a interpretare personaggi distanti dalle loro reali attivita': a intraprendere la carriera d'attore e' stata solo la splendida Hafsia Herzi, che nel film veste i panni della figlia acquisita del protagonista Slimane (Habib Boufares), operaio navale che sogna di aprire un ristorante di cous-cous. "Ero cosi' contenta di essere stata presa per questa parte - dice la Herzi - che anche dover ingrassare di 15 chili non e' stato un problema". "Per me - aggiunge l'attrice - e' importante perdermi completamente nel personaggio, dimenticare me stessa per entrare in lui". "E' la tecnica dell'attore istintivo - ribatte Kechiche - peculiare a tanti interpreti italiani come la Magnani, capaci di portare sullo schermo il mistero incomprensibile della vita".

Anche per questa irrefutabile dichiarazione d'amore al cinema italiano, il mancato Leone d'Oro e' ancora una ferita che brucia al regista: "Una delusione che non dimentichero' mai, mi sento figlio di Venezia e la ritenevo la vetrina piu' adatta per questo film". Dedicato al padre del regista e a due attori, tutti e tre scomparsi durante le riprese ("Dopo la morte dell'attore protagonista, fu proprio mio padre a suggerirmi di rimpiazzarlo con Boufares, che definiva "uomo di fiducia""), Cous cous potrebbe essere seguito da "un film in costume ambientato nel XVII secolo: ho voglia di rottura, ma e' un progetto molto costoso e devo trovare i finanziamenti", conclude Kechiche.


giovedì 29 novembre 2007

Non calpestate i Palmipedoni :)


"Se io avessi un mondo come piace a me, là tutto sarebbe assurdo: niente sarebbe com'è, perché tutto sarebbe come non è e viceversa! Ciò che è non sarebbe e ciò che non è sarebbe! (Alice)"


Stamattina David mi ha passato il link ad un articolo su Kiki Smith, arista, figlia d'arte, femminista, sognatrice. Attratta dal corpo, in tutte le sue forme. Tra i suoi lavori ho letto ispirazione alla fiaba, Cappuccetto Rosso e Alice nel paese delle meraviglie. Lei, Alice, mi ha spinta a fermarmi un attimo a pensare.
Ho conosciuto Alice attraverso Disney, mio papà mi ha comprato il vhs da piccola, mi piaceva sì, ma non lucciava nulla, non c'era niente di principesco in lei. Niente castello, niente cattivi, niente vestiti da favola. Solo una bimbetta con i polpaccioni che passeggia in posti strani, non troppo interessante!
Poi alle superiori, Serena, la mia amica e compagna di classe, di disegno e di tutto in quel periodo, mi ha aperto il mondo del Brucaliffo, del fungo magico, del Cappellaio matto, e soprattutto dello Stregatto e della Regina di Cuori. Così ho iniziato a vedere il cartone con altri occhi, ho iniziato a metabolizzare il concetto di follia in Alice, e il paese delle meraviglie ha iniziato pian piano a diventare un sogno. Ma il libro era ancora lontano dalla mia testolina.

He già, il mio percorso con Alice è a ritroso, sono partita da una possibile lettura e poi sono arrivata al testo.

"Cosa esser tu? (Brucaliffo)"

Lo scorso anno ho comprato Alice nel paese delle meraviglie e Alice attraverso lo specchio, ed. Mondadori. Un libro bellissimo, intenso. Anzi due! Sì, perchè il libro di Lewis Carroll è strutturato in due racconti. Il primo, è quello dove ci sono i maggiori spunti ripresi nel cartone della Disney, ma un elemento che mi è rimasto nella mente del secondo racconto è la struttura del racconto basata sul gioco degli scacchi. Il binario del treno e le siepi sono la scacchiera, e i personaggi si muovono e agiscono come le pedine degli scacchi.


"E ti sarai accorta che in fondo sono mezzo svanito anch'io! (Stregatto)"


Non so che mi è successo, ma ho iniziato ad amare profondamente Alice e tutti i personaggi che le ruotano attorno. Il mio preferito? Il Brucaliffo. Mi tranquillizza con il suo atteggiamento saccente e poi, lui, è un sultano. Fantastico. Ho una certa ammirazione anche per lo Stregatto... anche se... il suo di atteggiamento non è proprio nelle mie corde, la gente (e i gatti matti!) che sorride con troppi denti, mi imbarazza... sono matta anche io, come lui.

Precisazione. Non ho utilizzato immagini Disney di proposito. Primo: Alice non era bionda. Secondo: Alice parla di un sogno, quindi le immagini devono essere tutte in uno stile diverso, secondo me, per evidenziare l'individualità del sogno.

lunedì 5 novembre 2007

Azur e Asmar


Dopo un sabato un pò "circense" ho concluso il mio weekend in totale armonia con il divano!! he già, io e david ci siamo dedicati al divano e al dvd per tutto il pomeriggio, come dei veri pensionati! Ci aspettava la mostra gratuita al Maxxi, ma di uscire proprio non ci andava, così con Doroty al guinzaglio siamo scesi in videoteca e abbiamo affittato Azur e Asmar. Avrei voluto vedere questo film al cinema, come ho fatto con Kirikù e la Strega Karabà che mi ha conquistata.

Il padre di questi due film e anche di Principi e Principesse (purtroppo ancora non sono riuscita a vederlo) è Michel Ocelot, che con estrema precisione segue un equipe di artisti durante tutta la lavorazione dei film, dai disegni preparatori al doppiaggio.

La storia di Azur e Asmar è bellissima, racconta di culture e superstizioni, di diversità e uguaglianze, dell'unico colore del sangue e dei profumi d'oriente! I personaggi molto caratterizzati, la bellezza della lingua araba e la sua incomprensibilità lasciata viva per chi non conosce questa lingua, l'importanza sta nel volersi comprendere non nel capire ogni parola, e poi le citazioni... fantastiche e intrecciate come nei racconti di Sherazade in "Le Mille e una Notte". Traspare il messaggio "l'amore e il rispetto superano ogni barriera culturale e linguistica".
Un film da vedere, per tutti!

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