mercoledì 30 gennaio 2008

Film Film Film...


Credo di non averne mai parlato, quindi è giunto il momento per farlo.
Il Favoloso Mondo di Amelie (Le Fabuleux destin d'Amélie Poulain), un film di Jean-Pierre Jeunet, uscito nelle sale nel 2001.

Non c'è un personaggio che non sia curioso in questo film. Tutti hanno dei piccoli o grandi tic. La follia è meravigliosa quasi quanto la fantasia. Una Parigi fantastica, dove le strade, i muri, la metropolitana sono irrealmente puliti e lucidi. Le case caldissime e cariche di oggetti, i colori senza mezzi toni, densi.

I dialoghi folli, il racconto semplice e dolce. Bellissimo. Il mio film.

"Senza di te le emozioni di oggi sarebbero la pelle morta delle emozioni passate " oppure "L'angoscia del tempo che passa ci fa pensare al tempo che fa!". :)

Bhè, è il mio film preferito e finalmente, dopo aver consumato la videocassetta, ho comprato anche il dvd. Purtroppo... non è esattamente quello che volevo io... ma cerca cerca... nessuno ce l'ha più. La bella edizione con il doppio cd, il carico di contenuti extra e la bella copertina verde, non è più in vendita.


Quella frase terribile "mi spiace, è fuori catalogo!" non vorrei mai sentirla, e invece... mi è toccato comprare la versione a un solo cd, senza contenuti speciali e con quella copertinaccia arancione... con la pizza della pellicola disegnata... blhea! ... mmm, nn mi piace. Di positivo c'è che l'ho pagato €9.90 e che il film, confezione verde o meno, è sempre quello!

Così nelle mie visioni notturne posso aggiungere finalmente il mio nuovo dvd... Nella mia sindrome da dvd (alla aggiungo anche la sindrome da vals che mi è presa ultimamente!!!) ho fatto grandi acquisti... in ordine: Il favoloso mondo di Amelie, Volver, In her shoes.

martedì 29 gennaio 2008

Cous Cous... visto!


Finalmente, al secondo tentativo siamo riusciti nell'impresa. Il cinema era il Mignon a Piazza Fiume, carino e molpo vip... un sacco di radical chic... insomma, sì... uomo morettiano e donna sulla cinquantina con i capelli sale e pepe spettinati, con addosso vestiti costosissimi che sembrano stracci... sì, sono loro!

Cmq, torniamo al punto. Cous Cous. Tante aspettative, molte deluse devo ammettere; errore mio, mai avere troppe aspettative positive su una cosa che non conosco. Mi sembro Alice ("io mi so dar, buoni consigli, ma poi seguirli... mai non so!!")... Uff... dicevo, Cous Cous. Cosa mi è piaciuto, facciamo prima: la scena del pranzo, molto vicino al nostro, italiano, "pranzo della domenica" con la famiglia, i legami, la madre matrona, le chiacchiere; e in questo caso il Cous Cous con il pesce, le verdure... univa tutto. Bello vedere come si cucina, come si sgrana. I vapori, i profumi a tratti sembrava di sentirli.

La musica, bellissima. La poca musica del film è bellissima, classici per chi conosce questo genere. Bello anche il dialogo tra i musicisti. Fuori dall'hotel (s)parlano, ci raccontano, come sono andate le cose, perchè Beiji si comporta così, perchè si ostina... l'ho trovata una scena molto semplice e ben fatta. Così da profana!!! Ed infine mi è piaciuto Beiji, un bel personaggio. Mi ha lasciato tristezza e nostalgia il suo sguardo, la sua tenacia, la voglia di riscatto, la sua capacità di vedere il bicchiere sempre pieno, seppure con pochissime parole.

Non voglio parlare della danza... ancora la devo digerire in effetti. Non mi è piaciuta la scena, non mi sono piaciute le inquadrature... non mi è piaciuta l'espressione eccessivamente e inutilmente "orgasmica" della protagonista. Diciamo che non è proprio il mio genere di danza, quello fatto vedere nel film. Ma come dire, non era centrale nel film, è stata solo un mezzo per salvare la situazione e chiudere il film. A proposito, film chiuso con una forbiciata.

Per fortuna che il mio mestiere non è fare il critico cinematografico... è un film osannato da tutti... io sono uscita dal cinema più che perplessa... tutta colpa delle aspettative...

domenica 27 gennaio 2008

Saidi - resoconto stage


Continuo con il mio resoconto dello scorso we. Questo, in via di conclusione non è stato proprio un top-we, ma ancora deve finire, voglio dare fiducia a queste poche ore che dividono dal lunedì!

La scorsa domenica sono andata a studiare Saidi, lo stage è stato davvero interessante, nonostante avessi un sonno da cadere a terra tramortita. La sera prima infatti, con David abbiamo fatto le 3 a Via Cupa, alla serata organizzata da Ives.

Il Saidi, dicevo. Uno stile molto divertente, liberatorio. Il peso dei fianchi e i piedi ben piantati a terra mi danno sicurezza. La morbidezza delle ginocchia e la civetteria degli atteggiamenti mi rilassano. Lo sento, è uno stile che mi si sposa, che mi sta comodo. Il bastone, un oggetto divertente, da far roteare, maneggiare e spostare, accompagna i movimenti accentuandoli. Mi piace. Il mio sogno? comprarne uno con tutte paillettes e cionedoletti colorati... lo so, il mio animo kitch esce sempre troppo! :P

Lo stage è stato, come sempre interessantissimo e utile. Abbiamo affrontato non solo lo stile folkloristico, ma anche uno stile più adatto al cabaret, quindi come adattare l'uso del bastone in base alla musica, all'abbigliamento e al pubblico che si ha di fronte. Così come per lo stage di Melaya abbiamo imparato i passi base, e i trucchi per realizzare una coreografia pulita, semplice ed efficace per un'esibizione. Mi è piaciuto, e mi sono divertita un sacco.

Ed ora? Se tutto va bene, forse il 2 febbraio metteremo in pratiche queste dritte, durante un'esibizione. Ancora nulla di certo, soprattutto perchè si tratterebbe di un'esibizione all'aperto, e senza sole, niente danza... quindi... ancora nulla di ufficiale.

Intanto, ecco qui sotto la foto di Salua, che durante lo stage ci ha mostrato l'abbigliamento tipico del Saidi e l'effetto che fanno i movimento con un un vestito così "ingombrante".

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