domenica 21 novembre 2010

Precaria, instabile e seduta

Ho sempre detestato la matematica, tornassi indietro farei ragioneria, i numeri non cambiano, conti e riconti e danno sempre un risultato, verificabile. Le parole no! Mi sono fregata da sola!

La cosa che odio di più è scrivere un post di getto e non pubblicarlo, so bene che, come questa volta, rimetterò le mani in pasta e il senso di tutto quello che penso verrà stravolto da ripensamenti, aggiustamenti, metafore studiate a tavolino.

Il punto resta, sto vivendo un momento della mia vita sul filo del rasoio. Da qualche tempo sento la necessità che qualcosa si stabilizzi, che per una volta non sia così difficile ottenere qualcosa di scontato. A volte penso "oddio la depressione sta arrivando, finirò a doparmi di antidepressivi e andrò in giro con i capelli grassi e le scarpe da ginnastica senza calzini"... poi, fortunatamente mi metto a ridere dei miei stessi pensieri.

Cosa c'è che non va? domanda di riserva!? Non c'è niente che non va, ma aver compiuto 30 da sei mesi mi mette di cattivo umore. Ci penso troppo per essere una che festeggia ogni minima cosa, sì... per come sono fatta io, dovrei già stare a pensare a come festeggiare il prossimo compleanno, invece il mio unico pensiero è... cos'altro posso fare per investire sul mio futuro. Che altre basi posso mettere per essere felice.

Ho passato tre anni della mia vita in un vortice di attività adorabili, che mi hanno riempito il tempo libero e con il loro influsso positivo sono riuscite a  riempire anche tutto il resto, rendendo un lavoro alienante sopportabile.

Poi trovato il lavoro dei miei sogni, la soddisfazione in termini creativi è grande, e ho pensato "sai che c'è, mi butto, metto da parte tutto e investo sul mio futuro", faccio un sacrificio di 6 mesi - 1 anno e poi finalmente dopo dieci anni di lavoro troverò un minimo di stabilità con un lavoro che adoro, ci metterò il massimo dell'impegno e non mi sentirò in colpa ad andare a danza o in piscina.

"Fare una cosa che ti piace è troppo importante per poi guardarti indietro e dire 'hai sbagliato a nn impegnarti abbastanza'!". Così è iniziata la rapida potatura dei miei interessi personali, delle mie passioni per concentrare tutto sul lavoro e affini, su sperimentazioni, tentativi e progetti.

E ora? Ora sono sul divano a scrivere, danza è un ricordo lontano... tango è in pausa di riflessione ma ho un portfolio di link eccezionale... già, che mi serviranno a trovare un altro impiego precario per 6 mesi se mi dice bene. Perchè ad oggi la mia posizione è in un limbo che deve scavalcare l'anno, in attesa che la risorsa che rientra dalla maternità rientri.

Niente grassetti per questo post, voglio che venga percepito come piatto, una tavola di parole una dietro l'altra, come mi sento io in questo periodo. Un dispenser di parole... senza il tempo di andare a cercarne altre!
mha!

2 commenti:

Lolli ha detto...

Ciao Francesca! :)

Mi dispiace "leggere" il tuo sconforto, la tua frustrazione, ma ti capisco e tanto.
Non è bello essere giovani, perché anche a 30 anni si è giovani ;), e sentirsi continuamente "precari". Perché abbiamo diritto ad avere un po' di pace, e con questo non intendo che dovremmo sederci e smettere di scalpitare se le cose andassero meglio, dovremmo essere come tanti altri ragazzi e ragazze che nel resto del mondo hanno già messo su famiglia o stanno già serenamente pagando un mutuo grazie ad un lavoro che spesso li gratifica e non li sfrutta fino al midollo.
E' difficile restare in equilibrio sul filo del rasoio, ma non sei sola.
Io sono nella stessa situazione e in più sono tornata da una realtà estera in cui ho lavorato x 4 anni e in cui mi hanno inculcato valori forse troppo sani per essere ricercati nel nostro paese intossicato.
Però ti voglio dire una cosa che ripeto sempre a me stessa: non mollare, fallo per protesta o fallo per te stessa. Canta, balla, ridi, piangi, non scordarti di te stessa. Le cose che ami fare e che ti rendono felice non possono fare altro che renderti una persona migliore e anche chi ti sta intorno ne beneficia. Non permettere a niente e nessuno di oscurarti, di renderti "piatta". Sono sempre dell'idea che ciò che ci appiattisce non merita di avere o di continuare ad avere posto nella nostra vita.

Lo so, parlo un po' per ideali, però è importante averne e crederci, sono l'ossigeno dell'esistenza, il motore del cambiamento, della rivoluzione! ^_^

Non mollare!

Francesca ha detto...

Ciao Lolli,
grazie del conforto! In effetti ammetto di essere esplosa... mi succede così, in tutte le cose, tengo tengo e poi... blaaam! un blob di pensieri scende a valanga.
Non mollo, o meglio, resisto e vediamo come va! Inizio con darmi un obiettivo: a gennaio si ricomincia da capo... a partire da me! :-)
fra :-)

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